Ansia da smart working: cos’è e come combatterla

Ott 15, 2020 | Benessere, Lifestyle

Il COVID-19 ha cambiato per sempre le nostre vite.
I Governi di tutto il mondo hanno dovuto ridisegnare processi e procedure in tanti ambiti come sanità, economia, lavoro, riadattandoli alle nuove esigenze dei cittadini emerse durante la pandemia. Proprio durante il lockdown ad esempio, in gran parte delle aziende presenti sul territorio italiano, è stato adottato il cosiddetto “lavoro agile” conosciuto anche come “smart working”. In sostanza la giornata lavorativa del dipendente viene vissuta in casa, invece che nel luogo di lavoro. Semplice, no? Invece le differenze reali con il lavoro in ufficio sono tante. Non a caso, a più di 5 mesi dalla fine del lockdown, si parla di ansia da smart working.

Il sondaggio Linkedin

Secondo un sondaggio condotto dalla piattaforma Linkedin nello scorso mese di maggio su un campione di oltre 2.000 lavoratori, oltre il 46% di loro si definisce più ansioso rispetto a prima e il 48% ammette di lavorare almeno un’ora in più al giorno per dimostrare ai propri capi di essere sempre sul pezzo. E non finisce qui: secondo la ricerca, il 22% dei lavoratori si è reso disponibile a rispondere più rapidamente e più a lungo rispetto alle giornate normali, iniziando spesso a lavorare in anticipo e terminando più tardi. Il tutto è riconducibile ad una preoccupazione molto diffusa e plausibile: l’azienda per cui lavoro riuscirà a sopravvivere?

Gli aspetti psicologici: rischio di burnout da smart working

Le cause dell’ansia da smart working possono essere racchiuse in una sola parola: confine.
Il confine tra noi e il nostro datore di lavoro che, grazie alle continue call conference, entra in casa nostra quasi di prepotenza. Il confine tra vita personale e professionale, che vanno a sovrapporsi in favore della seconda. Il confine tra chi siamo in ufficio e chi siamo a casa: il risultato è una sola identità a cui viene richiesto di essere perennemente performante, sempre scattante, anche nei luoghi della propria intimità.
In questo marasma, non dimentichiamo il ruolo particolarmente delicato ricoperto dalle donne con figli.

Ecco perché molti studiosi, nell’ultimo periodo, hanno sottolineato più volte il rischio per i lavoratori in smart working del cosiddetto burnout. Si tratta di una sorta di cortocircuito emotivo e psicologico, un vero e proprio surriscaldamento causato dallo stress lavorativo che può comportare un logorio psicofisico in grado di trascinarci nel vortice della demotivazione e del disinteresse verso le nostre attività lavorative ma anche sociali.

I rimedi contro l’ansia da smart working

Di sicuro non esiste un solo rimedio contro l’ansia da lavoro, peggio ancora da smart working, ma possiamo suggerirvi poche e semplici regole da rispettare per aiutarvi a vivere con maggiore serenità questa nuova realtà.

  • Stabilisci delle pause e rispettale
    Il momento del caffè o della chiacchiera con il collega non c’è più: prenditi una pausa! E non sfruttarla per mettere a posto casa. Serve a rilassarsi, non a sforzarsi di più.
  • Non fare più del dovuto
    Se c’è da portare a termine un compito per raggiungere un obiettivo, bene, tieni duro e porta a casa il risultato! Altrimenti non incaponirti: il pc sarà disponibile anche domattina per continuare il tuo lavoro.

  • Tieni in camera una pianta di lavanda
    Sai che la lavanda ha ottime proprietà rilassanti? Ne abbiamo parlato in questo post dedicato ai benefici della lavanda. Il suo profumo può portarti un senso di rilassatezza e pacatezza. Provare per credere!

  • Stai seduto/a per bene
    A casa non sei dotato di una sedia ergonomica come quelle da ufficio? Trova la soluzione giusta per poter trascorrere le ore di lavoro in una posizione consona: la schiena ringrazierà!

  • Usa i canali giusti
    Smart working non vuol dire vacanza, anzi. Ecco perché la tua reperibilità deve passare attraverso gli stessi canali che utilizzavi in ufficio. Alias: la chat privata è per gli amici, le mail per i collaboratori.

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